Supercaldo, la dieta della resistenza
(e dell’abbronzatura)
La nostra Salute

- Giornate di fuoco e notti tropicali mettono a serio rischio il benessere psicofisico.
- Il problema non riguarda solo i “fragili” (anziani, bambini, malati e gravide): chiunque può rischiare un colpo di calore.
- Per contrastare il rischio è indispensabile adeguare il modo di vivere, a partire da abiti e alimenti: quelli vegetali aiutano a sopportare il caldo e a evitare le scottature solari.
- Per proteggere la pelle e prepararla all’abbronzatura, ecco le raccomandazioni della dermatologia nutrizionale.
- Infine, occhio alla disidratazione!
Non fa solo caldo: fa molto caldo. Quanto, ce lo dice con precisione la scienza. L’ultimo studio in ordine di tempo, pubblicato a giugno su Nature Climate Change, ci informa che rispetto a 70 anni fa i giorni infuocati sono 40 in più. Lo stress termico (condizione per cui le condizioni ambientali alterano la capacità dell’organismo di regolare la temperatura interna) è all’ordine del giorno: si passa da quello moderato, che anticipa a metà maggio e prosegue fino a ottobre, a quello intenso, che inizia a giugno invece che a luglio. E si fa sentire, eccome! Tanto più che questo è un caldo “malato”, peggiorato dallo smog – che riduce l’ossigeno – dalla mancanza di verde nei centri abitati, dalla crescente umidità (l’anticiclone africano, che ha sostituito quello delle Azzorre, è molto più umido) che fa percepire più alte le temperature. Il disagio comincia già sui 34°: infatti l’umidità limita la sudorazione, cioè lo “scudo” rinfrescante adottato dall’organismo per proteggersi. Così, in modo diverso per ognuno, si altera la capacità termoregolatrice corporea. Ed ecco spossatezza, cefalea, edemi (gonfiore agli arti inferiori), calo pressorio, nausea, collasso e, nei casi estremi, morte. Insomma, con il caldo non c’è da scherzarci. Sembra che l’unica soluzione sia il condizionatore a tutto regime (che, in un orribile circolo vizioso, contribuisce a scaldare ulteriormente le città), ma prima ancora bisogna bandire le fibre sintetiche a favore di quelle naturali (cotone, lino, canapa, bambù), dare la preferenza a sandali di materiale traspirante, tenere a portata di mano cappello e occhiali anti-UV quando si esce. Altrettanto decisive sono le nostre scelte alimentari.
Pasti leggeri e nutrienti, amici della pelle
Fritti, carni rosse, alimenti ricchi di sale, grassi e zuccheri, piatti elaborati e prodotti ultratrasformati sono un problema tutto l’anno, ancora di più in estate, quando possono ostacolare la digestione e far aumentare la sensazione di caldo. Bisogna invece approfittare del ricco assortimento di verdura e frutta estive ricche di antiossidanti, acqua, vitamine, fibre e minerali, buone in tutti i modi: sotto forma di frullati di verdura o frutta, per colazione e spuntini; crude nelle insalate miste; cotte e usate per condire insalate fredde di riso, farro e orzo; mescolate con tofu o legumi marinati; grigliate e servite con pesce fresco. Le zuppe fredde, poco amate in Italia, sono invece gustose e ottimali per dissetarsi e fare il pieno di micronutrienti. Questo tipo di alimentazione è anche amico della pelle, come mostra la dermatologia nutrizionale, un settore di ricerca relativamente recente che si occupa del legame tra stile di vita e malattie dermatologiche. Ora, come è noto, l’esposizione al sole – voluta o meno, basta stare fuori di casa per rischiare di scottarsi! – infiamma la pelle e ne accelera l’invecchiamento. Per schermare i raggi solari UV, la pelle produce melanina, un pigmento scuro che, accumulandosi, forma una barriera protettiva (l’abbronzatura, appunto), riducendo l’infiammazione, le scottature, le lesioni cutanee e i danni al DNA. Fermo restando che l’uso di creme solari è sempre essenziale, aiutare la pelle con i cibi giusti è certamente utile. Di individuare i nutrienti ideali si è occupata, tra l’altro, una review del 2024 uscita su Nutrients, che analizzando gli studi usciti ha selezionato: vitamine A (e carotenoidi), C, D, E; zinco, rame, selenio e silicio, insieme a omega 6 e omega 3, polifenoli e flavonoidi. E quindi, ritornando a quanto detto sopra ci vengono incontro: i colorati vegetali estivi per un pieno di vitamine e antiossidanti – peperoni, pomodori, fagiolini, pesche, melone, albicocche ecc.; la vitamina D e i grassi buoni del pesce (soprattutto azzurro) e delle uova. I grassi buoni li troviamo anche nei semi oleosi, fonti di omega 6 e 3. Quanto ai minerali indicati, lo zinco è presente in pesce, avena e canapa, il rame nei cereali integrali, nei legumi e nei semi oleosi, il selenio nelle noci del Brasile e il silicio è un po’ dappertutto nei vegetali.
Bere! Certo, ma cosa?
A Parigi, durante l’ondata di caldo di fine giugno è stato limitato il consumo di alcolici all’aperto, attirando l’attenzione su un tema decisamente scottante! Infatti da una parte l’alcol è diuretico, perciò aumenta la perdita di liquidi innescata dalla sudorazione, favorendo la disidratazione; dall’altra causa vasodilatazione periferica, limitando la capacità termoregolatrice dell’organismo. Possono causare disidratazione anche le bibite dolci, sia per l’alto tenore di zuccheri sia per la presenza di coloranti. Vengono poi consumate molto fredde, con il rischio di congestioni e di forti sbalzi termici per l’organismo. Via libera invece a liquidi freschi: acqua allungata con succo di limone o lime, che restituiscono molti sali persi con la sudorazione, o insaporita con fettine di cetriolo o di menta (in questo caso va lasciata tutta la notte in frigo); bancha, privo di caffeina; kombucha, che è pure fermentato; tisane, in particolare menta, zenzero e arcadè, molto dissetanti. Se poi sudi molto nelle normali attività o facendo attività sportiva ti consiglio di provare la bevanda reidratante a base si acqua sale e limone che puoi trovare qui nella sezione ricette del mio sito. Insomma, con le giuste accortezze si può cercare di resistere a questo supercaldo che, purtroppo, ci accompagnerà pure negli anni a venire.
Buona estate a tutti!
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