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Bocca secca, ne soffri?

4 consigli e 4 rimedi naturali per te

La Nostra Salute

  • La bocca secca – per i medici xerostomia o secchezza delle fauci – è una condizione solitamente benigna, caratterizzata da bocca impastata e lingua bianca.
  • Il caldo non è l’unica causa: alla base ci possono essere malattie immunitarie o sistemiche, problemi legati all’apparato digerente, assunzione di alcuni farmaci.
  • Le cause più comuni sono però legate allo stile di vita: scarsa idratazione, dieta scorretta, fumo, abitudine a respirare con la bocca invece che con il naso.
  • È un problema fastidioso, ma di norma si può prevenire imparando a… “coltivare” la saliva!

Fate parte del 10-20% della popolazione che soffre di bocca secca? Oppure del 60% degli ultrasessantacinquenni che ne sono affetti, a causa della ridotta produzione di saliva della terza età? In ogni caso vi interesserà capire come mai vi succede, soprattutto la mattina, di alzarvi con la bocca impastata e l’alito cattivo, anche se fuori non fa caldo. La saliva è viscosa, la lingua biancastra, addirittura si potrebbe far fatica a parlare e a inghiottire il cibo… è qualcosa di più della normale sete, non si risolve reidratandosi per bene e si trascina da almeno un paio di settimane. Il problema è che le ghiandole salivari non funzionano più a pieno regime.

Ghiandole impigrite

Per tutti, la notte c’è un calo fisiologico della saliva; ma per gli anziani il calo c’è anche di giorno, soprattutto per le donne, a causa del calo degli estrogeni conseguente alla menopausa. Pure alcune malattie possono ridurre la produzione di saliva, per esempio diabete 2 o sindrome di Sjögren (che fa seccare le mucose), ma anche ipotiroidismo, reflusso gastroesofageo e le patologie epatiche in genere; idem per condizioni quali depressione, ansia, anemia, apnee notturne (che possono richiedere un apparecchietto detto CPAP per facilitare la respirazione). Sono chiamate in causa anche la radioterapia per i tumori testa-collo, le terapie ormonali e quelle per il Parkinson. Tuttavia, i medicinali sono ritenuti la causa più diffusa, soprattutto se assunti la sera. La lista è lunga: antistaminici, antidepressivi, antipsicotici, broncodilatatori, analgesici. Se le questioni terapeutiche e farmacologiche vanno discusse con il medico, in altri casi si può fare molto per evitare la secchezza delle fauci.

“Coltivare” la saliva

La saliva, quel liquido prodotto da certe ghiandole poste nel cavo orale, è talmente preziosa che vale davvero la pena di considerarla come una pianta da concimare, con i cibi giusti, e da idratare, rifornendola regolarmente di acqua. È proprio questa a rappresentare il 99% della sua composizione, il che non fa dubitare della necessità di idratarsi 365 giorni all’anno. Il restante 1% della saliva è rappresentato da enzimi e da minerali quali calcio e potassio. Forte della sua composizione, il liquido che alloggia nel cavo orale aiuta a masticare il cibo e a digerirlo (“prima digestio fit in ore”, la prima digestione avviene in bocca, affermava nel IX secolo la Scuola Salernitana), a inghiottire, parlare, percepire i sapori, avere denti e mucose sani e l’alito fresco. Non contenta, la saliva ha un buon potere antisettico e, grazie al suo pH di circa 7, crea un ambiente propizio al microbiota orale, che è così in grado di tenere a bada i germi patogeni: è insomma un’alleata del sistema immunitario. Se la saliva scarseggia, sono in agguato alitosi, gengiviti, carie, afte, candidosi, disturbi gastrointestinali. Dobbiamo dunque trattarla come si deve.

Bere il giusto

L’idratazione è la chiave di volta dell’efficienza delle ghiandole salivari. Basta una lieve disidratazione per ridurre la quantità di saliva, ma non solo, perché l’acqua è fondamentale per tutto l’organismo: regola la temperatura corporea e la pressione sanguigna, trasporta il nutrimento alle membrane cellulari e l’ossigeno al cervello, sostiene il metabolismo e la digestione, contribuisce all’assorbimento dei micronutrienti, ma anche di amminoacidi e glucosio. Non ultimo, fa eliminare le tossine e le scorie attraverso le urine, dando così una mano al sistema immunitario. Come dire: anche se ci avviamo verso l’autunno e l’inverno, non è che l’acqua serva meno. Certo sudiamo meno, ma dobbiamo comunque sostenere le difese immunitarie in vista delle influenze stagionali. Ancora meglio se l’acqua contiene elettroliti come calcio, potassio, magnesio e bicarbonato, perché allora va a reintegrare direttamente quelli presenti nel sangue. Fare la ricarica è facile: una spruzzata di succo di limone, una porzione quotidiana di zuppe e vellutate, fresche in estate e calde in inverno, o se non altro una ciotolina per integrare il contorno. Impensabile invece dissetarsi con l’alcol, che disidrata le mucose. Anche troppa caffeina può peggiorare una bocca secca; va ancora peggio  con gli energy drink, che contengono pure taurina, zuccheri, coloranti e conservanti.

Mangiare i cibi giusti

L’alimentazione sbagliata è disidratante: vale per i cibi ricchi di sodio come pane industriale, affettati, alimenti ultraprocessati. Occhio anche agli zuccheri, che oltre a disidratare le mucose squilibrano il microbiota orale a favore di batteri patogeni. Inoltre i cibi trasformati in genere  favoriscono le carenze nutrizionali, capaci di influire sull’attività delle ghiandole salivari. In particolare bisogna fare attenzione alle vitamine del gruppo B, alla A e alla D, al ferro. Un deficit di vitamina D causa scarsa salivazione, bruciore e secchezza delle mucose; quello di vitamine B secchezza e screpolature. Con poca vitamina A viene meno la protezione delle cellule mucose, mentre il deficit di ferro causa anemia, con mucose pallide e secche. Allora che si fa? Ma che domande, via libera a verdura di stagione cruda e cotta, integrata da frutta, cereali integrali e legumi e da un piccolo apporto di proteine animali. Ortaggi come carote, sedano e finocchi costringono a una lunga masticazione, e favoriscono così la salivazione; idem per la mela mangiata a morsi, che aiuta anche a mantenere sani denti e gengive. L’utilizzo di salse semplici e di vinaigrette a base di olio extravergine facilita l’inghiottimento del cibo.

4 consigli

  1. No al fumo. Non ci soffermeremo qui sui suoi numerosi danni: ci limitiamo a segnalarne il potere disidratante per le mucose orali.
  2. Igiene orale. La bocca secca potrebbe essere causata anche da una cattiva igiene orale, che tra l’altro provoca problemi a denti, mucose e gengive. Sarà superfluo dirlo, ma i denti vanno spazzolati tre volte al giorno dopo i pasti, servendosi di un dentifricio privo di sostanze chimiche come il sodio laurilsolfato (SLS), capace di disidratare e seccare le mucose. Meglio scegliere un prodotto bio, magari a base di aloe, che è protettiva della mucosa orale. La sera l’igiene orale va completata con scovolini, filo dentario e raschietto linguale. Quest’ultimo, passato delicatamente sulla lingua, evita l’accumulo di batteri e aiuta l’equilibrio del microbiota orale. Utili anche gli sciacqui con il collutorio, a patto che non sia a base di alcol. Una semplice alternativa? Una goccia di olio essenziale purissimo di menta o di chiodo di garofano diluita in un bicchiere di acqua.
  3. Respirare con il naso. Tranne in determinate situazioni, come durante un raffreddore, bisogna cercare di evitare il più possibile di respirare a bocca aperta, perché in questo modo si asciugano le mucose.
  4. Usare l’umidificatore. È consigliabile quando l’ambiente è molto secco.

4 rimedi naturali

Molte piante officinali possono aiutare a stimolare la produzione di saliva e ad alleviare la sensazione di bocca secca. Per essere efficaci devono però essere usate insieme a dieta e idratazione, e non in alternativa.

  1. Aloe vera (Aloe barbadensis). Il gel e il succo sono idratanti e protettivi della mucosa orale. Bisogna scegliere prodotti di qualità, bio e puri.
  2. Zenzero (Zingiber officinale). Stimola la produzione di saliva. Può essere utilizzato sotto forma di tisana oppure aggiunto ai cibi.
  3. Malva (Malva sylvestris). Grazie alla ricchezza di mucillagini, la malva protegge le mucose dell’apparato digerente. Può essere assunta sotto forma di tisana.
  4. Liquirizia (Glycyrrhiza glabra L). Emolliente, antinfiammatoria, antimicrobica e anticarie, la liquirizia è un alleato anche contro il reflusso. Succhiare il bastoncino o i tronchetti aiuta poi ad aumentare la salivazione. Per evitare rialzi pressori bisogna utilizzare la liquirizia deglicirrizzata.

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