Equilibrio acido-base:

il silenzioso regolatore della nostra salute

La nostra Salute

  • L’acidosi metabolica – un accumulo di composti acidi nell’organismo non compensati da composti basici – lavora silenziosamente e, con il tempo, si fa sentire prima con banali disturbi che possono sfociare in patologie croniche.
  • Malattie escluse, alla base ci sono i soliti noti: eccesso di alimenti animali e raffinati, poco moto, lunghi soggiorni in ambienti chiusi, stress cronico.
  • Un test semplicissimo sull’urina svela il grado di acidità. E lo stile di vita aiuta a ripristinare (o a mantenere) l’indispensabile equilibrio acido-base.

Tutto ruota dunque intorno a un equilibrio, o meglio “all’equilibrio di tutti gli equilibri”, secondo il prof. Francesco Sgambato, già direttore della U.O. Complessa di Medicina Interna del Fatebenefratelli di Benevento. Sale dunque sul podio il pH ematico – indicatore del grado di acidità o basicità del sangue – e il suo equilibrio. Perché fili tutto liscio, il valore deve mantenersi in un range lievemente alcalino, fra 7,35 e 7,45. Se non ci mettono lo zampino alcune malattie (renali, tumorali o epatiche, oppure diabete), di solito l’organismo se la cava benissimo. Il meccanismo si inceppa quando i composti acidi predominano, passando da normali a problematici. Ecco cosa succede.

Il troppo stroppia

Per produrre l’energia necessaria per vivere, l’organismo ricorre a ossigeno e cibo; il processo genera delle scorie acide che, se tutto funziona, vengono eliminate tramite sudore, feci, urine e  respirazione neutralizzandole con bicarbonati e minerali quali soprattutto magnesio e calcio. Quando però il livello di sostanze acide prodotte dall’organismo si alza troppo e i minerali di conseguenza iniziano a scarseggiare, suona la sirena d’allarme e l’organismo, non potendo riversare nel sangue tutte queste scorie acide, pena la morte, se polmoni, reni, vescica e intestino cercano di espellere gli intrusi, si sfiancano senza riuscirci del tutto… sarà costretto a  mettere gli avanzi sotto il tappeto, ovvero dapprima nel tessuto connettivo e poi in muscoli, tendini e articolazioni. Inizialmente nessun segnale, ma con il tempo si instaura un’acidosi metabolica di basso grado (quella acuta, più grave, può portare alla morte) che comincia a manifestarsi con sintomi quali perdita di appetito, cefalea, debolezza, alitosi, stanchezza, tachicardia, dolori articolari e muscolari. Con il tempo, le cose possono peggiorare: ansia, depressione, fragilità di denti, unghie e capelli, calo muscolare, problemi cardiaci, ritardo dello sviluppo nei bambini. Maggiore è il carico acido, più alto è il rischio di malattie croniche come quelle renali, obesità, tumori. L’acidificazione influisce anche sul sistema immunitario e, non ultimo, sulla densità ossea. Infatti, per compensare l’acidità l’apparato osseo rilascia ioni di calcio. Secondo uno studio iraniano del 2025, se protratto nel tempo un eccessivo carico acido alimentare (il così detto DAL) può aumentare del 3% il rischio di morte per tutte le cause.

Ma il rischio è evitabile.

Una dieta acidificante

La dieta occidentale sembra fatta apposta per favorire l’acidosi metabolica: cereali e oli raffinati, cibi ultraprocessati ricchi di sale e di zuccheri, additivi acidificanti, come l’acido fosforico (presente per esempio nel formaggio fuso e nelle bevande gassate). In linea di massima, i cibi animali sono acidificanti e quelli vegetali alcalini – anche gli agrumi, che pure al gusto sono acidi, una volta metabolizzati risultano basici, grazie alla ricchezza di sali minerali. Ci sono sì dei vegetali un po’ acidificanti, come le noci, alcuni cereali (per es. la segale) e gli ortaggi ricchi di acido ossalico, quali barbabietole, e poi more e cacao; ma il loro valore nutrizionale è importante e non vanno quindi esclusi. Ciò che conta è l’equilibrio generale, proprio come in qualsiasi alimentazione sana basata sulle linee guida, perché pure la lotta contro l’acidosi implica la riduzione di proteine animali e cibi ultratrasformati a vantaggio di alimenti freschi. Questo modo di alimentarsi è pure alleato della linea; per esempio, uno studio del 2025 ha riscontrato un nesso tra carico acido alimentare elevato e accumulo di grasso viscerale, soprattutto nelle donne.

Scelte alcalinizzanti

Esistono delle tabelle che calcolano il PRAL (carico acido renale potenziale) dei cibi sulla base di un punteggio dell’acidità (indicata con segno positivo) e dell’alcalinità (indicata con segno negativo). Ai due estremi opposti ci sono il parmigiano (+14, acido) e gli spinaci (-14, alcalini). Sono per lo più negativi frutta e verdura (cavoli, carote, broccoli, kiwi…), positive le proteine animali (l’uovo, per esempio, ha un punteggio di +8). Lo yogurt ha un punteggio basso (+1,2), il pane integrale è un pochino acidificante. In sostanza, non diversamente dalle linee guida di una normale dieta equilibrata, questi punteggi stimolano a mangiare tante verdure, a usare moderazione con i prodotti animali e a consumare i cereali in proporzioni ragionevoli.

Testare il pH

Per sapere se l’equilibrio va bene basta fare un semplice test con una cartina tornasole, da inumidire con poca urina (la seconda del mattino e quelle prima di pranzo e cena). Per reazione chimica, la carta si colora; la scala cromatica presente sulla confezione dà il valore del pH – l’ideale è 7,3. Se va tutto bene la procedura va rifatta ogni tanto, altrimenti va ripetuta per un paio di settimane.

            Abitudini alcalinizzanti             Abitudini acidificanti
Abbondante verdura di stagione: cruda a inizio pasto (magari con succo di limone), come contorno cotta con metodi delicati Cereali e oli raffinati
Verdure a foglia verde: sono molto basiche Cibi ultratrasformati
Aumento delle proteine vegetali Eccesso di proteine animali
Adeguata idratazione:  aiuta a espellere le scorie acide Scarso apporto idrico
Tisane depurative (per es. bardana, ortica, ribes nero, betulla, tarassaco) Bibite zuccherate
Moto regolare:  favorisce la sudorazione e l’eliminazione Sedentarietà
Passeggiate nei boschi: aiutano a ossigenare l’organismo Lunghi soggiorni in ambienti chiusi
Respirazione profonda, relax antistress Respiro corto e veloce

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