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Benefici ed effetti dell’alcol

La Nostra Salute

Sempre di più si parla di consumo di alcool e malattie correlate…ma bere un bicchiere di vino per molte persone è un piacere a cui è difficile rinunciare completamente, in più il consumo, soprattutto di vino ha radici profonde nella nostra cultura…quanto c’è di vero? Come fare?

Malattie legate all’alcol.

Sul fatto che l’alcol, soprattutto in eccesso, non faccia bene alla salute siamo tutti concordi, che favorisca malattie di vario genere e tumori purtroppo lo sappiamo, la lista delle patologie alcol-correlate negli ultimi anni si è ampliata considerevolmente, vi troviamo le patologie a carico del tratto gastroenterico come l’esofagite, la gastrite, la steatosi epatica, l’epatite acuta e cronica, cirrosi epatica, pancreatiti, a cui si aggiungono patologie del sistema nervoso centrale  e periferico tra cui atrofia cerebrale e polinevriti, a livello cardiovascolare infarto miocardico, tromboflebiti, e vasculiti. Infine anche il sistema endocrino riproduttivo ne viene coinvolto con infertilità, impotenza, alterazioni sessuali e diminuzione del desiderio sessuale, a volte anche in maniera irreversibile. Oltre a queste patologie l’alcol è imputato, come parziale causa concomitante di alcuni tumori maligni, lo troviamo a volte complice nel tumore oro-faringeo, dell’esofago, del colon-retto, della mammella, del fegato, e della laringe.

E giusto per non farci mancare validi motivi aggiungiamo anche che la IARC(International Agency for Research on Cancer) lo classifica nel gruppo 1, sicuramente cancerogeno per l’uomo.

L’alcol e la convivialità.

Ma allora perché ostinarci e continuare a bere alcol se sappiamo che fa così male? Perché l’alcol nel bene e nel male svolge un’azione sociale, conviviale, nel tempo ha sostituito quella che una volta era la mangiata in compagnia e oggi è diventata l’aperitivo con gli amici, un momento di condivisione e ritrovo, magari dopo una stressante dura giornata di lavoro, inoltre fa parte delle nostre tradizioni, perché, inutile nasconderlo, l’alcol rilassa e facilità la socializzazione e l’uomo, che lo voglia o no, è un animale sociale.

La tradizione

Nella tradizione mediterranea, generalmente l’alcol viene assaggiato per la prima volta in famiglia, sono i genitori che incoraggiano il primo assaggio che di solito è vino, questo avvicinamento (quasi fosse un’iniziazione) agli alcolici da parte della famiglia ha lo scopo di tenere monitorati i primi consumi da parte dei figli, così da evitare o arginare che a questa a sostanza venga attribuito un valore trasgressivo, e\o venga assunta fuori del loro controllo. È vero che bisogna scoraggiare l’assunzione di alcol soprattutto in giovane età, però bisogna avere uno sguardo più ampio e considerare il contesto socio culturale in cui sono inseriti questi giovani, perché un conto è l’alcolico che può esserci in casa, di solito si tratta di vino o birra, e un conto sono le colorate, dolci e invoglianti bevande alcoliche che il mercato offre, costruite su misura per i giovani consumatori che si sporgono ora su questo mondo, e nel momento che i giovani ne vengono a conoscenza difficilmente si fermano ad un primo innocuo assaggio. Molto spesso (visti studi internazionali a riguardo) in paesi con tradizioni alcoliche diverse dal nostro, i primi assaggi coincidono quasi sempre con la prima ubriacatura, mentre invece, dagli studi italiani fatti (seppur pochi) sembra emergere  che i ragazzi che si avvicinano all’alcol in famiglia, presentano una minor frequenza di abusi alcolici in adolescenza e si mostrino più equilibrati nel rapporto con le bevande alcoliche che continua anche al di fuori del contesto familiare, ciò non significa che va appoggiato e spinto il consumo regolare di alcol nei ragazzi, neanche in casa, questo perché influisce negativamente sulla loro crescita in quanto non riescono a metabolizzarlo, tuttavia si può avvicinare in maniera controllata e graduale il giovane all’alcol, insegnandogli che è una sostanza che va assunta in maniera responsabile e consapevole, spiegandogli gli effetti nocivi, o eventuali ripercussioni che l’ebbrezza alcolica può dare (magari non con esempi pratici in famiglia).

La moda alcolica oggi

Oggi non esiste più il “birrino”, o l’acqua e vino, oggi ci sono i “Binge Drinking”, termine inglese che letteralmente si traduce in “abbuffata alcolica”, un’abitudine in voga tra i giovani dei paesi anglosassoni, che in un breve lasso di tempo (circa due ore) ingeriscono una notevole quantità di alcool, si parla da cinque a più bevande alcoliche, e questa maniera di fare aperitivo sta prendendo piede anche tra i giovani italiani ed ha come finalità di ricercare lo sballo.

Questi drink apparentemente innocui e colorati, dai gusti fruttati, confezionati apposta per attirare l’attenzione dei giovani avventori, pubblicizzano anche un basso grado alcolico, che in realtà è lo stesso di una normale birra, e che si aggira intorno ai 5°. Ecco, tutto questo palcoscenico è la porta d’ingresso perfetta per un uso regolare di alcolici.

Oltre a questo tipo di bevande i giovani di oggi preferiscono i superalcolici, “shottini” di superalcolico, o cocktail sempre a base di superalcolici, anche insieme a ingenti quantità di birra e\o sostanze stupefacenti, questo per arrivare allo sballo nel minor tempo possibile, tutto questo carico alcolico generalmente viene concentrato nel fine settimana, quasi a meritarsi questa pausa alcolica magari per staccare da una settimana di studio\esami intenso, o di lavoro, una specie di diritto acquisito ad evadere attraverso l’alcol per presunti meriti di bravo e ligio studente\lavoratore.

L’assunzione di alcol negli anni è cambiata radicalmente, normalmente nel nostro paese gli alcolici (generalmente birra o vino) venivano regolarmente consumati a pasto ed in misura moderata, potendo, con la preferenza alla qualità che alla quantità, così da avere il piacere del buon bicchiere di vino senza gli effetti dell’ebbrezza, questo anche con il favore dello stomaco pieno, oggi si son ribaltati completamente gli schemi, addirittura si cerca volontariamente di essere a digiuno mentre si beve in maniera tale d’avere i livelli di alcol nel sangue che arrivano alle stelle; si è arrivati perfino a parlare di “drunkoressia”, ovvero bere in uno stato di digiuno, in alcuni casi addirittura la persona si provoca il vomito prima di introdurre alcol in maniera da avere completamente svuotato lo stomaco.

Bere in queste modalità porta a bere in una, o due occasioni ravvicinate, quantità di alcol anche di molto superiori a quelle che altre persone introducono in una intera settimana durante i pasti.

Siamo passati dagli anni sessanta\settanta che l’abuso di alcol era sinonimo di emarginazione sociale, a volte anche legata alla criminalità, agli anni ottanta da dove comincia ad assumere un aspetto conviviale, ricreativo, con la connotazione negativa purtroppo, di ricercare lo sballo nel tempo libero, tramite il suo abuso.

L’alcol fa ingrassare

Tornando a parlare di corrispondenze, mettiamo le calorie all’UA: allora il calice di vino (125 ml da 12°) apporta 84 Kcal, la birra (330 ml con 4,5°) si parla di 100 Kcal, un superalcolico (40 ml con 20°) apporta 115 Kcal… quindi se noi sommiamo le calorie che ci da l’alcol insieme alle calorie che ci danno gli alimenti, vediamo che la somma contribuisce a far ingrassare.

Per capire: un grammo di alcol ci porta 7 Kcal, un grammo di grassi 9 Kcal, un grammo di proteina o carboidrato 4 Kcal, inoltre, le calorie dell’alcol vengono definite vuote, in quanto non apportano nessun nutriente utile all’organismo, per questo l’etanolo viene ritenuto non essenziale poiché oltre a non nutrire possiede un elevato contenuto calorico.

Riporto alcuni dati relativi alle calorie sugli alcolici più diffusi:

(le calorie indicate riguardano 100 ml di drink)

Gin Tonic 66 Kcal, Grappa 336 Kcal, Jagermaister (35%) 255 Kcal , Limoncello 242 Kcal, Martini 211 Kcal , Rum 234 Kcal, Sambuca 386 Kcal, Scotch 231 Kcal, Spritz con Aperol 124 Kcal, Whisky 247 Kcal.

Come viene metabolizzato l’alcol dal nostro corpo

L’alcol che introduciamo viene assorbito in parte dallo stomaco e in parte dall’intestino, a stomaco vuoto questo processo sarà molto più rapido, l’alcol ingerito verrà assimilato e attraverso il sangue passerà al fegato che avrà il compito di demolirlo; nel frattempo che il fegato impiega a digerirlo, l’etanolo continuerà a circolare per i vari organi. La percentuale maggiore di alcol introdotto, si parla di un 90/98%, viene appunto elaborata e rimossa dal fegato, la percentuale rimanente il 2/10% viene invece eliminata dall’urina, dalle feci, tramite il respiro, il sudore, la traspirazione, le lacrime e anche il latte materno.

L’alcol ha la capacità di superare le membrane cellulari e provocare lesioni, portando anche alla distruzione le cellule. In stato d’ebbrezza l’alcol nel sangue riesce a raggiungere tutti gli organi, compreso il cervello uccidendo migliaia di neuroni, causando un danno cerebrale irreversibile.

Con una ubriacatura muoiono 100.000 neuroni, l’equivalente di una giornata di vita.

E quindi come comportarsi?

La scienza ci dice con sempre più forza che il consumo regolare di alcol è dannoso alla salute cardiovascolare, favorisce lo sviluppo dei tumori, danneggia le cellule cerebrali e ci fa ingrassare, ma come sempre la scienza ci aiuta ad aumentare la consapevolezza, ma vivere guidati dai dati scientifici  rischia di svuotarci delle nostre ritualità e dei piccoli piaceri. Il mio personale punto di vista quindi è che chi non ama gli alcolici li eviti, per chi trova questa scelta troppo difficile, il suggerimento è:

  • utilizzare gli alcolici solo occasionalmente, per chi è in buona salute un paio di volte alla settimana, assaporando ciò che beviamo, non facendolo distrattamente;
  • bere alcolici di qualità, come in tutto ciò che introduciamo, anche negli alcolici la qualità fa la differenza. Se il vino è industriale, i bianchi sono sbiancati e trattati con molta anidride solforosa, se il rosso è manipolato, barricato per forza, zuccherato per aumentare il grado alcolico e trattato con anidride solforosa stiamo bevendo un vino che è solo un cocktail di sostanze tossiche oltre a quelle dell’alcol;
  • evitiamo cocktail zuccherati (aperol, acqua tonica ecc.) e se abbiamo il piacere dell’aperitivo possiamo scegliere un bicchiere di vino di qualità o un spritz bianco o rosso (acqua e vino…bevanda come la chiamava mia nonna!) con ghiaccio in modo che in un bicchiere l’alcool sarà molto poco.
  • cercare di bere solo a pasto e di evitare i superalcolici il più possibile, ma se queste ritualità ti piacciono falle diventare un momento speciale per dargli valore e non viverle distrattamente o con dipendenza…se non riesci a farne a meno lavora sul senso della tua vita con le strategie che senti più vicine a te!

Ci sono alternative?

Negli ultimi anni se è diffusa a macchia d’olio la produzione e la vendita di bevande fermentate come kombucha, kefir d’acqua, zenzerina che, oltre alla gradevolezza sono anche benefiche per la salute. Infine sul mercato troviamo ora sempre più vini e birre di qualità, prodotti italiani, NO/LO ovvero senza o a basso contenuto di alcol… tutto un mondo da sperimentare!

Per i curiosi

Unità alcoliche

L’unità di misura è l’UA utilizzata in molti paesi del mondo ma non resa omogenea fra i vari stati, per dare un’idea in Germania, Italia e Svizzera una UA corrisponde a 10\12 gr di etanolo, nel Regno Unito a 8 gr, in Canada e in America a 14 gr e in Australia, Nuova Zelanda, India e Irlanda di 10 grammi, fatta questa premessa e partendo dal presupposto che non bisognerebbe bere alcol, tuttavia ci sono delle linee guida (dettate dal Ministero della salute) che comunque consigliano dosi da non superare al giorno e lo esprimono in unità alcoliche, ovvero 2 unità alcoliche per gli uomini e 1 unità per le donne e persone con più di 65 anni, mentre per gli under 18 zero alcol.

Infine, per avere un’idea di quanto corrisponde un’ Unità Alcolica (UA, ovvero 12 grammi di etanolo) è la quantità contenuta approssimativamente in un calice di vino (125 ml), in una lattina di birra (330 ml),  o un bicchierino di liquore (circa 40 gr).

Foto di Engin Akyurt in Pexels.

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