I diverticoli,
quelle fastidiose taschine intestinali
La nostra Salute

- I diverticoli – sorta di sacchettini che si formano sulla parete esterna dell’intestino – sono un disturbo abbastanza comune, spesso asintomatico o con sintomi generici.
- Fin qui siamo nel campo della diverticolosi. Le cose cambiano, decisamente in peggio, con l’infiammazione dei diverticoli: è la diverticolite, da prevenire a ogni costo.
- Per farlo, in prima linea ecco le fibre: a gogò prima, niente durante gli attacchi, e poi in aumento graduale.
- Carne rossa e dieta industriale in genere, alcol, fumo e sedentarietà sono i migliori alleati della diverticolite. Meditate gente, meditate!
- Assolti invece semi oleosi, kiwi, mais e popcorn.
Diverticoli: in molti ne avranno sentito parlare, e magari qualcuno ne soffre senza saperlo: secondo le stime ne sono affetti il 60% degli over 50. Difficile accorgersene, finché provocano solo sintomi aspecifici come flatulenza e crampi addominali: solo una colonscopia li può rivelare. Ma quando, nel 4-5% dei casi, i diverticoli si infiammano, allora sono febbre e dolori! Tanto più che questa emergenza medica può comportare complicanze come perforazioni, ascessi e peritonite. Come si arriva alla diverticolite, e prima ancora alla formazione di diverticoli? Ci sono varie ragioni, tra cui la stitichezza e le feci dure, che sottopongono il colon a molta pressione. Potrebbe incidere anche il ristagno delle feci, un materiale tossico di scarto che potrebbe annidarsi nei diverticoli, infiammandoli. E se c’è stitichezza ci sono sedentarietà, sovrappeso, scarsità di fibre alimentari, in altre parole…
… lo stile di vita
Una ricerca pubblicata su Gut nel 2025 ha preso in considerazione 5 fattori:
- sovrappeso od obesità
- fumo
- poca o nessuna attività fisica
- eccesso di carni rosse, processate o meno (per intenderci, tanto salame o pancetta quanto arrosto, bresaola o bistecche)
- scarso apporto di fibre
I 175.000 partecipanti di 3 ampi studi (Nurses’ Health Study, Nurses’ Health Study II, and Health Professionals Follow-Up Study) hanno ricevuto un punto per ogni comportamento virtuoso. Chi arrivava a 5 punti (cioè faceva moto, non fumava, non esagerava con le carni rosse e assumeva abbastanza fibre) aveva un rischio dimezzato di diverticolite rispetto a chi totalizzava 0 punti e questo indipendentemente dalla predisposizione genetica.
Fibermaxxing
Per una volta, i social hanno ragione: questo trend virale che spinge sul consumo di fibre è positivo – sempre che l’aumento sia graduale. Un loro apporto adeguato mette all’angolo il rischio di malattie croniche come diabete, tumori e cardiopatie, aiuta a prevenire il sovrappeso e, non ultimo, la diverticolite. Legumi, cereali integrali, semi oleosi, frutta (soprattutto frutti di bosco, arance, kiwi, avocado, pere e mele bio con la buccia) e ortaggi (in particolare le verdure a foglia, i broccoli, i cavolfiori e le carote) sono i principali fornitori di fibre e i cardini di una dieta sana nella quale restano fuori i cibi industriali ed entrano altri alimenti, per esempio i latticini fermentati (yogurt e kefir), ideali per farsi amico il microbiota intestinale, a patto che di non soffrire di intolleranza al lattosio. Quanto ai semi ritenuti causa di diverticolite (quelli del kiwi, e poi chia, lino, sesamo, zucca, noci, arachidi, mandorle ecc.), fin dal 2008 una ricerca li ha assolti. Altri studi si sono poi aggiunti: tra questi una review (Nutrients 2025) che ha esaminato i dati di circa 800.000 partecipanti osservando che il rischio potrebbe perfino diminuire.
Acqua!
Per funzionare al meglio, le fibre hanno bisogno di acqua. Il prezioso liquido è in realtà indispensabile per tutto l’organismo: pelle, capelli, unghie, organi, muscoli, articolazioni… Se poco idratate, le feci rallentano il passaggio nell’intestino, sottoponendo il colon a una pressione capace di formare i diverticoli. L’ideale è bere un bicchiere al risveglio, prima dei pasti e prima di coricarsi, e tenere sempre sottomano una brocca con acqua o tisane.
Ridurre le fibre
In una crisi di diverticolite l’intestino, già stressato, va trattato con i guanti: niente legumi, cereali integrali e semi oleosi; niente verdura cruda e fibrosa; niente frutta cruda con buccia e semi. Bisogna anche evitare cibi ricchi di grassi e fritti, che allungano la digestione. Una volta superata la crisi si possono reintrodurre pian piano le fibre. Inizialmente, i cereali integrali sono sostituibili con una crema di riso (vedi ricetta), preparata cuocendo a lungo il cereale con molta acqua finché non assorbe tutto il liquido e non diventa cremoso: in questo modo le fibre non sono irritanti per l’intestino. I fritti e i cibi grassi sono ancora da evitare, ma non i burri di semi oleosi (purché non granulosi). Verdura e frutta crude vanno inserite poco alla volta. Dopo di che si può tornare al fibermaxxing, che aiuta a prevenire altri attacchi di diverticolite.
W il movimento!
L’attività fisica è l’indispensabile corollario della dieta e di uno stile di vita sano in generale. Quella che è ormai considerata una vera e propria medicina contro le malattie croniche, alleata del benessere psichico, viene in aiuto anche a chi soffre di diverticoli. Per esempio, secondo una review recente (World J Gastroenterol 2025) l’esercizio fisico regolare di moderata intensità riduce il rischio di diverticolite e di sanguinamento dei diverticoli agendo in vari modi: favorisce il transito e l’evacuazione senza sforzo; abbassa il rischio di infezione o infiammazione dei diverticoli e quello di complicazioni; contrasta sovrappeso e obesità (soprattutto quella addominale, la peggiore per i diverticoli). Si prestano allo scopo esercizi aerobici, allenamento di resistenza e attività come lo yoga.
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