L’importanza delle abitudini materne nei primi 1000 giorni di vita del bambino

La Nostra Salute

Con questo articolo non è mia intenzione far venire alle mamme italiane sensi di colpa, perché siamo già primatiste in questo, ma creare più consapevolezza attraverso la letteratura scientifica, anche perché ciò che fa bene al bambino farà bene anche alla mamma! Perché si parla troppo poco di quanto influiscono le abitudini alimentari e di stile di vita della mamma nello sviluppo del feto e nelle malattie che il bambino-adolescente-adulto andrà a sviluppare.

Nell’articolo precedente abbiamo visto come lo stile di vita del padre già dia un impulso, positivo o negativo, a come si svilupperà la genetica del figlio, ora vediamo come anche le abitudini della madre, prima, durante e dopo la gravidanza, saranno di fondamentale importanza: le sue scelte alimentari, eventuali carenze (tipo l’acido folico, ferro, vit. B12) e attività fisica contribuiranno fortemente alla salute del bimbo\adulto che verrà. In generale un clima familiare sereno rilassato o con tensioni, preoccupazioni, lavoro, stress, dà diversi stimoli ambientali percepiti. Dopo la nascita infine, ma non ultimo, sarebbe importante garantire almeno un po’ di latte materno al bimbo. Mi rendo conto che non tutte le mamme hanno l’opportunità di allattare i loro cuccioli, ma tutti i bambini hanno bisogno del latte materno per svilupparsi bene dal punto di vista immunitario e intellettivo, per questo motivo, anche se ancora si suggerisce troppo poco, le mamme che non possono allattare possono chiedere qualche biberon di latte alle mamme più fortunate per poter integrare ai loro bimbi il latte artificiale

Abitudini alimentari della mamma

Prima di tutto la mamma fa educazione al gusto e alle abitudini alimentari: tutti gli alimenti che mangerà la mamma durante la gravidanza e l’allattamento daranno sapore al liquido amniotico e al latte e verranno memorizzati dal bambino… che sia brioches e cappuccino o yogurt naturale e fiocchi di avena, il bambino interiorizzerà che quella è la colazione migliore per la sua salute…lo sta insegnando la mamma!

Una dieta eccessivamente ricca di grassi industriali, come biscotti o brioches quotidiane, oppure un eccesso di proteine animali induce il nascituro a iperinsulinismo, inoltre questa alimentazione eccessiva stimolerà una maggior produzione di sostanze infiammatorie coinvolte poi nella sindrome metabolica e quindi obesità!

Le madri con diabete gestazionale avranno un rischio 9 volte maggiore di partorire dei bimbi con predisposizione a sviluppare diabete di tipo 2 da adulti…fate prevenzione, non aspettate la diagnosi per togliere i dolci: fare movimento e mangiare bene!

Anche avere una dieta troppo restrittiva può portare a denutrizione materna che non introduce le calorie necessarie per il fabbisogno giornaliero, predisposizione all’obesità nel bambino dopo la nascita, perché il bimbo nasce abituato al regime restrittivo e la normale alimentazione lo farà ingrassare. Inoltre da uno studio si è dimostrato che i figli nati da donne che hanno sofferto di denutrizione in gravidanza, una volta cresciuti avevano un elevato rischio di patologie cardiovascolari, diabete e ipertensione.

Su questo ultimo esempio purtroppo c’è stato uno studio a causa di un “esperimento naturale” chiamato “inverno della carestia” in Olanda, nel ’44, verso la fine della Seconda guerra mondiale, i tedeschi bloccarono i rifornimenti in alcune terre dei Paesi Bassi, corresponsabile un inverno rigidissimo, una parte della popolazione patì la fame, arrivando ad introdurre non più di 500 calorie al giorno. Questa condizione di carestia ben definita ha permesso, nel tempo di studiarne gli effetti sulla popolazione. Cosa è emerso? Che i figli nati da quelle donne che durante la gravidanza hanno sofferto di malnutrizione, da adulti avevano un rischio molto alto di incorrere in malattie cardiovascolari, diabete e pressione alta per l’effetto epigenetico della denutrizione e della rialimentazione.

Oltre al caso di denutrizione, esiste anche la non remota possibilità di malnutrizione che non vuol dire mangiar necessariamente poco poco, ma significa che, pur mangiando quotidianamente calorie sufficienti, a volte eccessive, non si introducono i nutrienti necessari al proprio fabbisogno, soprattutto per quanto riguarda vitamine, minerali, antiossidanti e altre sostanze fondamentali per intraprendere in salute la gravidanza. Questo accade se la mamma si nutre spesso di cibi industriali e magari ultra processati (biscotti, sughi pronti, burger veg, yogurt zuccherati, cracker, fette biscottate, pasta bianca ecc.) e meno cibo fresco, come verdura, frutta, noci, mandorle, pesce ecc., cibi che arrivano dalla terra e dal mare e non da uno stabilimento che prende la materia prima, la processa, la raffina, la rende sicura (sterile), e poi la vende con un packaging accattivante sugli scaffali dei supermercati.  Cos’ha questo cibo verde che bisogna lavare, tagliare, preparare, in più di quello così comodo già pronto? Per esempio è vivo! Contiene molti nutrienti che la pastorizzazione, l’alta temperatura, i conservanti, la sterilizzazione tolgono… però noi siamo fatti di tutti questi nutrienti, ferro, calcio, zinco, magnesio, manganese, iodio, vitamine di tutti i tipi, acido folico…. E tanti tanti altri componenti, che un cibo processato se ne ha, ne ha pochi e ben che vada lo aggiunge in seconda battuta. Allora mamme, avanti con i cibi freschi e naturali che anche se non sono così comodi, pratici e già lavati!

Nella “Top Ten” non possono mancare l’acido folico (il nome deriva da foglia!) e lo iodio, una carenza elevata di acido folico in gravidanza può portare a parti prematuri di bambini con la spina bifida, o difetti sul sistema nervoso del feto. Invece parlando di iodio, ne è fondamentale il giusto apporto nel primo trimestre di gravidanza, in caso di insufficienza di questo componente (essenziale per gli ormoni tiroidei) ci potrebbero essere effetti severi sul feto in via di sviluppo a carico del sistema nervoso centrale, con ripercussioni cerebrali anche gravi, come deficit intellettivi più o meno significativi, fino ad arrivare in casi gravi al ritardo mentale, in più potrebbero sopraggiungere disfunzioni di vario genere a livello del metabolismo, con il rischio di veder insorgere molteplici disturbi e ritardo della crescita. Non serve consumare sale iodato, sui cui effetti a lungo termine ancora ci sono delle ombre, ma sicuramente sale marino integrale, pesce, alghe, alimenti naturalmente ricchi di questo prezioso elemento.

Continuando con la carrellata di elementi che bisogna garantire al nostro organismo ci sono il calcio e la vitamina D per un corretto sviluppo delle ossa, la B12 per il corretto sviluppo neurologico, poi il ferro per il senso di stanchezza e combattere eventuale anemia, sali minerali per aiutare il sistema immunitario quali magnesio, zinco, selenio, potassio, fluoro e omega-3 per il sistema nervoso del bambino, tutti elementi che si assumono senza bisogno di integratori, sui quali tra l’altro ci sono molti dubbi di efficacia e sicurezza, se l’alimentazione è adeguata e veramente variata. Ad esempio buone quantità di fluoro si assumono, insieme ad altri minerali importanti consumando il miglio, un cereale buonissimo e versatile che però entra a tutt’oggi ancora in troppo poche case italiane.

Non dimenticate le passeggiate in pausa pranzo, a quest’ora da marzo a ottobre bastano 20 minuti per fare il carico di vitamina D!

 

Foto di Kristina Paukshtite in Pexels.

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